Una ricerca condotta dall’équipe dell’Unità di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda ha studiato il ruolo dei tratti autistici nelle persone con anoressia nervosa sottoposte a terapia cognitivo comportamentale migliorata intensiva (CBT-E) durante il trattamento residenziale.
Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders, è stato realizzato da Simona Calugi, Anna Dalle Grave, Mirko Chimini, Gianmatteo Cattaneo, Maddalena Conti e Riccardo Dalle Grave, tutti appartenenti all’Unità di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda.
Perché studiare i tratti autistici nell’anoressia nervosa
Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per la presenza di tratti autistici nelle persone con anoressia nervosa. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che questi tratti possano rendere più difficile il trattamento e che, in loro presenza, sia necessario modificare in modo sostanziale gli interventi psicologici.
Le evidenze disponibili, tuttavia, non permettono ancora di stabilire con certezza quanto i tratti autistici influenzino realmente la risposta al trattamento. Lo studio condotto a Villa Garda è stato progettato proprio per approfondire questo aspetto.
Lo studio condotto a Villa Garda
La ricerca ha coinvolto 81 persone con anoressia nervosa, di età compresa tra 16 e 65 anni, ricoverate presso Villa Garda per un trattamento intensivo con CBT-E.
I partecipanti sono stati valutati all’inizio e alla fine del trattamento intensivo e, per i principali esiti clinici, anche dopo 20 settimane. Sono stati misurati l’indice di massa corporea (BMI), la psicopatologia specifica del disturbo dell’alimentazione, la psicopatologia generale e la compromissione del funzionamento. I tratti autistici sono stati valutati attraverso l’Autism Spectrum Quotient (AQ), all’inizio e alla fine del trattamento intensivo.
Sessantanove degli 81 partecipanti (85,2%) hanno completato il trattamento intensivo e 59 dei partecipanti che lo avevano completato (85,5%) hanno preso parte alla valutazione di follow-up.
I principali risultati
Lo studio ha prodotto tre risultati di particolare interesse.
Innanzitutto, i punteggi all’AQ si sono ridotti significativamente durante il trattamento, sebbene l’entità della riduzione sia stata piccola. Questo dato suggerisce cautela nell’interpretare punteggi elevati relativi ai tratti autistici rilevati durante le fasi acute dell’anoressia nervosa, poiché almeno una parte di queste caratteristiche può modificarsi con il miglioramento clinico.
In secondo luogo, il livello dei tratti autistici presente all’inizio del trattamento non ha predetto l’interruzione prematura della CBT-E intensiva.
Infine, i punteggi all’AQ non hanno predetto né il BMI né la psicopatologia specifica del disturbo dell’alimentazione alla fine del trattamento e al follow-up.
Quali sono le implicazioni cliniche?
I risultati indicano che, nel campione studiato a Villa Garda, la presenza di tratti autistici non è risultata associata a una minore risposta alla CBT-E intensiva.
Questo dato è clinicamente rilevante perché non supporta l’ipotesi che la CBT-E intensiva debba essere sistematicamente modificata sulla sola base della presenza di livelli elevati di tratti autistici.
Ciò non significa che le caratteristiche e le necessità individuali non debbano essere considerate. Come in ogni trattamento personalizzato, eventuali difficoltà specifiche devono essere identificate e affrontate quando interferiscono con il percorso terapeutico. I risultati dello studio suggeriscono però che non sia necessario assumere a priori che la presenza di tratti autistici richieda un approccio terapeutico differente.
Un contributo alla ricerca sull’anoressia nervosa
Lo studio dell’équipe di Villa Garda contribuisce a chiarire una questione oggi molto dibattuta nel trattamento dell’anoressia nervosa: quanto le caratteristiche associate allo spettro autistico influenzino gli esiti della terapia.
I dati mostrano che la CBT-E intensiva può essere applicata efficacemente anche in persone con livelli elevati di tratti autistici e sottolineano l’importanza di verificare empiricamente le ipotesi cliniche prima di introdurre modifiche sistematiche ai trattamenti.
Riferimento
Calugi S, Dalle Grave A, Chimini M, Cattaneo G, Conti M, Dalle Grave R. Autistic Traits in Patients With Anorexia Nervosa Treated With Intensive Enhanced Cognitive Behavior Therapy (CBT-E): A Prospective Cohort Study. International Journal of Eating Disorders. 2026. doi:10.1002/eat.70203.