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PRESSIONE BASSA E CAPOGIRI D'ESTATE: PERCHÈ SUCCEDE

Venerdì 3 Luglio 2026

L'articolo è stato redatto dal Dott. Fontanesi Riccardo – Cardiologo

Il calo di pressione estivo non è quasi mai un problema cardiaco vero e proprio, ma un adattamento del corpo al caldo che, se non gestito bene, può trasformarsi in stanchezza cronica e in un cuore che “batte troppo” per compensare.
 

La domanda che arriva ogni luglio, sempre uguale

Faccio il cardiologo da parecchi anni ormai, e c'è un mese in cui il mio studio si riempie sempre delle stesse facce stanche, con lo stesso identico racconto: mi alzo dal letto e mi gira la testa. Sto fermo in piedi e sento le gambe molli. Sono sempre stanco, anche se non ho fatto niente di particolare. Luglio, puntuale.

Quello che spiego quasi ogni giorno in questo periodo lo scrivo qui, perché la maggior parte delle volte non c'è nulla di grave dietro. Ma capire il meccanismo aiuta a gestirlo meglio, invece di subirlo per due mesi.
 

Perché il caldo fa abbassare la pressione

Il corpo, con il caldo, fa una cosa molto sensata dal suo punto di vista: dilata i vasi sanguigni superficiali per disperdere calore. È il modo con cui cerca di raffreddarsi. Il problema è che questa vasodilatazione abbassa le resistenze periferiche, e la pressione arteriosa segue a ruota, scendendo rispetto ai valori abituali.
A questo si aggiunge la sudorazione, che con il caldo aumenta, portando via liquidi e sali riducendo il volume di sangue circolante. Meno volume, meno pressione. Il meccanismo, in fondo, è semplice. È la somma di due effetti che si rinforzano a vicenda: riduzione e “dispersione” del volume circolante con complessivo calo pressorio.
 

Il capogiro quando ti alzi in piedi: cosa succede esattamente

Questo è forse il sintomo che sento descrivere più spesso, e ha anche un nome preciso: ipotensione ortostatica. Succede quando ci si alza troppo in fretta — dal letto, da una sedia, dopo essere stati a lungo distesi in spiaggia — e il sistema circolatorio non riesce a redistribuire abbastanza in fretta il sangue verso il cervello.
Risultato: qualche secondo di vista annebbiata, testa leggera, a volte le orecchie che fischiano. Non è pericoloso nella maggior parte dei casi.
Ma un consiglio pratico che funziona quasi sempre: alzarsi in due tempi. Prima seduti, si aspettano dieci-quindici secondi, poi in piedi. Sembra una sciocchezza ma non lo è.
 

Quanti liquidi e quali sali servono davvero

Qui la domanda che ricevo di più è pratica, diretta: quanto devo bere, e cosa devo integrare?

Non esiste un numero magico valido per tutti — dipende da quanto si suda, dall'età, da eventuali patologie renali o cardiache già presenti, motivo per cui chi ha una cardiopatia o nefropatia nota dovrebbe sempre parlarne con il proprio medico prima di aumentare i liquidi in modo importante.
Detto questo, in una giornata calda normale, senza sforzo fisico eccessivo, aumentare l'apporto di acqua anche di 1L/giorno rispetto alle proprie abitudini invernali è quasi sempre una buona idea per chi non ha cardiopatie o nefropatie note. Sul discorso sali minerali: il potassio si trova in abbondanza nella frutta (banane, albicocche ad esempio) così come il magnesio nella frutta secca, cereali integrali, verdure a foglia verde.

Non serve necessariamente l'integratore se l'alimentazione è varia.
Gli integratori specifici hanno senso soprattutto in caso di sudorazione molto intensa, attività fisica prolungata al caldo, o quando la sola alimentazione non basta a coprire le perdite — ma anche qui, meglio una parola con il medico prima di iniziare un'integrazione prolungata, specialmente se si assumono farmaci per la pressione o il cuore.
 

Stanchezza cronica e battito accelerato: perché succede anche da fermi

Questi sono i sintomi che generano più preoccupazione. La stanchezza cronica che molti descrivono in questi mesi è manifestazione dell’ipotensione stessa, che nella maggior parte dei casi causa una lieve tachicardia “da compenso”.

Il cuore, di fronte a una pressione più bassa, aumenta la frequenza per ripristinare la pressione e garantire comunque una perfusione adeguata agli organi. È un meccanismo compensatorio assolutamente fisiologico.
Detto questo, se la tachicardia è molto marcata, se si accompagna a dolore al petto, a sudorazione fredda improvvisa, o a un capogiro che non passa restando seduti per qualche minuto — quello non è più semplice adattamento al caldo, ed è il momento di farsi vedere, senza aspettare che passi da sola.

 

In sintesi

Il calo di pressione estivo, nella maggior parte dei casi, è il corpo che si adatta al caldo — vasodilatazione e sudorazione con meno volume circolante — e non è un problema cardiaco a sé stante.
Alzarsi lentamente, bere di più rispetto all'inverno, aiuta quasi sempre. Ma se la tachicardia è marcata, se il capogiro non passa da seduti, o se compare dolore al petto, quello è un segnale che merita una visita, non un ventaglio in più.

Per una valutazione cardiologica o per un consulto sui sintomi legati al caldo, contatta il Poliambulatorio Aesculapio a San Felice sul Panaro: 053585311, oppure prenota online.

I MIEI PAZIENTI MI CHIEDONO ANCHE… 

1. Quanto deve durare il capogiro prima che sia il caso di preoccuparsi?
Se dura pochi secondi al passaggio da sdraiati ad in piedi e passa stando fermi o seduti, di solito non desta preoccupazione. Se invece è di durata prolungata e persiste oltre qualche minuto, si ripete più volte nella stessa giornata, o si accompagna a perdita di coscienza, è opportuno un accertamento medico.

2. Va sempre ridotta la pastiglia per la pressione in estate?
Dipende. Il target pressorio durante la terapia con farmaci antipertensivi è sempre lo stesso a prescindere dalla stagione. I valori ottimali sono più o meno 120/70 mmHg (la massima sopra ai 130 mmHg è comunque indicativa di un controllo pressorio subottimale, mentre se superiore ai 140 mmHg meriterebbe quasi sempre un aumento della terapia).
La terapia va quindi alleggerita solo in chi ha un calo marcato della pressione (massima < 100-110 mmHg) sempre mirando a valori sui 120-125/70-80 mmHg.
È quindi consigliabile tenere sempre monitorata la pressione ed in caso di fluttuazioni concordare le modifiche terapeutiche sempre col proprio medico di medicina generale o in caso di necessità col proprio cardiologo.

Pressione bassa e capogiri d'estate: perchè succede