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MOC: A CHE ETÀ FARLA E PERCHÉ NON CONVIENE ASPETTARE I SINTOMI

Venerdì 2 Ottobre 2026

Articolo redatto a cura dal Dr. Barbalace Giacomo - Medico Chirurgo Specialista in Radiologia

La MOC va fatta quando entrano in gioco alcuni fattori di rischi, non quando compare un sintomo — perché l'osteoporosi, semplicemente, non ne dà. Per le donne il riferimento è la menopausa, con soglie diverse a seconda di familiarità, terapie con cortisonici o abitudini come il fumo. Per gli uomini il rischio arriva più tardi ma esiste, ed è spesso sottovalutato

 

In Aesculapio capita spesso di sentire questa domanda: "Ma io non ho mai avuto dolori alle ossa, perché dovrei fare questo esame?"

L'osteoporosi, nella grande maggioranza dei casi, non ha segnali premonitori. Non dà dolore, non ha sintomi. Si scopre quasi sempre per caso, dopo una frattura arrivata per un motivo apparentemente banale: una caduta in casa, un passo falso sul marciapiede, un movimento brusco per prendere qualcosa da uno scaffale alto. 
La MOC, la densitometria ossea, esiste proprio per prevenire questo momento. È un esame semplice, rapido, non invasivo, che misura la quantità di calcio presente nelle ossa (in genere a livello di colonna lombare e femore) e restituisce un dato oggettivo su quanto lo scheletro sia solido o fragile.
 

Chi dovrebbe farla, e a che età?

Un'età valida per tutti non esiste, ma ci sono alcune indicazioni che individuano il momento giusto.

Per le donne, il momento chiave è la menopausa. Il calo degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea, e questo processo può iniziare anche diversi anni prima che compaiano i primi segnali evidenti come vampate o cambi del ciclo. Le linee guida SIOMMMS/SNLG - Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro - indicano generalmente i 65 anni come età di screening di riferimento per la popolazione generale femminile, ma questo soglia si abbassa quando ci sono fattori di rischio.

Un fattore spesso è sottovalutato è la familiarità. Se un genitore, in particolare la madre, ha avuto una frattura del femore per una causa banale, il rischio aumenta in modo significativo, ed è ragionevole valutare la MOC anche ben prima dei 65 anni, magari già in menopausa precoce o subito dopo.

Ci sono poi altri elementi che possono anticipare l'indicazione all'esame:

  • un utilizzo prolungato di cortisonici, anche per patologie non ossee;
  • un peso corporeo basso o un indice di massa corporea ridotto;
  • il fumo, dannoso per la capacità di rigenerazione ossea;
  • una vita sedentaria protratta nel tempo;
  • problemi alla tiroide, in particolare l'ipertiroidismo se non controllato;
  • una menopausa precoce, arrivata prima dei 45 anni anche per via chirurgica.

Gli uomini sono considerati meno spesso ma non sono esenti. Il calo del testosterone, terapie croniche con cortisone, o semplicemente l'età avanzata insieme ad altri fattori possono rendere utile l'esame anche per la popolazione maschile, spesso più trascurata su questo fronte.
 

Osteopenia e osteoporosi: è importante non confonderle

Leggere la parola "osteopenia" sul referto della MOC spaventa spesso, come se fosse già osteoporosi. Non lo è. L'osteopenia è l’anticamera dell’osteoporosi: la densità ossea è più bassa rispetto al valore che è considerato normale, ma non è ancora così ridotta da rientrare nella definizione di osteoporosi vera e propria. È, un campanello d'allarme, non una diagnosi da temere.

L'osteoporosi, invece, indica una perdita di densità ossea più marcata, che comporta un rischio concreto di fratture, anche per traumi di minima entità.

L'osteopenia, in pratica, è il momento in cui si può ancora agire con margine per evitare l’osteoporosi. Con un'alimentazione più attenta al calcio e alla vitamina D, con attività fisica regolare (soprattutto esercizi di carico, come camminare a passo sostenuto o fare qualche rampa di scale in più), e in alcuni casi con un supporto farmacologico mirato, è possibile rallentare, e a volte anche fermare, l'evoluzione verso l'osteoporosi.

Ignorare un referto di osteopenia pensando "tanto non è ancora grave" è un errore comune, ma facile da evitare.
 

Come si svolge l'esame

Non fa male, non è invasiva, e il referto viene solitamente consegnato in tempi brevi, con un valore chiamato T-score che permette al medico di inquadrare con precisione la situazione.
 

Quando parlarne con il medico

Se rientri in una delle categorie descritte sopra, o anche solo se hai qualche dubbio legato alla tua storia familiare o al tuo stile di vita, la cosa più semplice è parlarne con il medico di base o con lo specialista di fiducia. Sarà lui a valutare se e quando è il caso di prescrivere l'esame, in base alla tua situazione specifica.

In questo campo, la prevenzione, chiede pochissimo di tempo e nessun disagio, e può cambiare notevolmente la qualità della vita futura, evitando fratture, soprattutto nelle persone anziane che posso compromettere l’autonomia.

Per una prenotare una visita, contatta il Poliambulatorio: 053585311, oppure prenota online.

I NOSTRI PAZIENTI CI CHIEDONO ANCHE…

1. La MOC è dolorosa o fa male?
No. È un esame indolore: si resta sdraiati e immobili per pochi minuti, senza alcun contatto invasivo. L'unico accorgimento è restare fermi durante la scansione.

2. Ogni quanto tempo va ripetuta la MOC?
Nella maggior parte dei casi, se il primo esame risulta nella norma, è sufficiente ripeterlo ogni 2-3 anni. In presenza di osteopenia, fattori di rischio importanti o terapie in corso, lo specialista può consigliare controlli più ravvicinati, anche annuali.

3. La MOC è a pagamento o rientra nel Servizio Sanitario Nazionale?
In Aesculapio si accede solo privatamente chiamando telefonicamente la struttura allo 053585311 o recandosi personalmente al poliambulatorio o prenotando on-line

4. Che tempi di attesa ci sono?
La disponibilità non supera mai i 7 giorni e il referto è consegnato entro una settimana

MOC: a che età farla e perché non conviene aspettare i sintomi